L'oliva qui si chiama Loretana.
Loreto Aprutino sta a 294 metri, sulle colline vestine, la valle sotto e il Gran Sasso dietro. La Dritta cresce su questi versanti da prima del Cinquecento e prende il nome dal paese; a Moscufo, dieci chilometri più in là, la stessa oliva si chiama Moscufese.
In paese c'è il Museo dell'Olio, in un vecchio frantoio: qui l'olio si fa da molto prima che arrivassimo noi.
La raccolta è una caduta.
Si stende la rete sotto l'albero, si pettina il ramo con l'agevolatore, e l'oliva cade. Non rimbalza: la rete la smorza e la trattiene finché non passiamo a raccoglierla. La Dritta matura prima delle altre, e qui si comincia a ottobre, quando altrove si aspetta novembre.
In collina il giorno e la notte sono più lontani, e la mosca dell'olivo lavora peggio: l'oliva matura piano e arriva più sana.
La nostra rete, ottobre 2025.Sotto il Gran Sasso.
La stessa collina che si vede dal frantoio. Reti sotto gli alberi, l’agevolatore che pettina il ramo, la cassetta che scende piena prima di sera.


