Il nostro olio viene da qui.
Loreto Aprutino è uno dei tre paesi del triangolo dell’olio, con Moscufo e Pianella: un pugno di colline sopra Pescara, in Abruzzo, tra l’Adriatico a est e il Gran Sasso a ovest. I nostri uliveti stanno a 294 metri, sulle colline vestine, sopra la valle del Tavo.
Il mare da una parte, il Gran Sasso dall’altra.
L’Adriatico è a levante, a una ventina di chilometri; alle spalle il Gran Sasso arriva a 2912 metri e tiene la neve fino a primavera. Loreto sta nel mezzo, in collina, e la collina cambia l’olio: fra il giorno e la notte l’aria si sposta di più, la mosca dell’olivo lavora peggio, e l’oliva matura piano e arriva sana al frantoio.
L’oliva di qui cambia nome ogni dieci chilometri.
La Dritta è nata su queste colline, fra Pescara e Chieti: foglia stretta e dritta, da cui il nome. A Loreto Aprutino la chiamano Loretana. A Moscufo, dieci chilometri più in là, la stessa oliva si chiama Moscufese. È così legata al posto che il posto se la prende nel nome.
Le drupe virano dal verde al viola a fine ottobre. La Dritta matura prima delle altre, e per questo qui la raccolta è a ottobre, mentre altrove si aspetta novembre.
Che olio ne viene.
La Dritta dà un fruttato medio, con la mandorla verde e il carciofo, e un amaro che resta a metà strada: si sente sotto il pesce e sulla verdura cotta senza coprirli.